Né io né tu né voi (novità editoriale)

Segnaliamo un nuovo libro  di Anna Maria Carpi: Né io né tu né voi  in uscita tra qualche giorno per La Vita Felice (ma già prenotabile qui: LaVitaFelice/Carpi

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I testi contenuti in questa plaquette sono ripresi con varie modifiche dalle mie raccolte precedenti: vi si parla di un Dio in cui, per i più di noi, è diventato assurdo credere, ma per alcuni, come me, terribile non sperare. (Anna Maria Carpi)

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È perché io non esiste
senza di tu di lui di noi di voi di loro.
“Coraggio, baby, ci vediamo presto.”
“O prima o poi” ridacchia il vento
su per la cappa, “tu hai fatto tardi…”
Parole – avanzi,
lo sporco del camino dopo il fuoco – e nulla
nulla mi rassicura
e mi divora
non sapere chi sono.

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DiVersi – su BookBlister

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Su BookBlister c’è una bella rubrica di poesia a cura di Elisabetta Bucciarelli; invitiamo a leggere un numero in cui si parla della poesia di Anna Maria Carpi.

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Più che corsi di scrittura sarebbe bello poter frequentare corsi di lettura. Come si fa a leggere una poesia, un romanzo, un saggio. Andare in profondità, soprattutto. Rileggere, magari. Cambiare periodo dell’anno e della nostra vita, tornare una volta ancora sullo stesso libro. Mi capita di farlo con le poesie e alcune mutano persino il loro senso. “Oggi di grande non c’è che l’oblio” dice Anna Maria Carpi. Oggi di apparentemente grande c’è una iper narrazione continua e diffusa. C’è un “Io” esposto, esibito, annunciato. Lo mandiamo in giro in mutande, anche dentro i libri. È la nostra storia, sono le scelte fatte, il nostro dolore. Sono io mio lettore, non ti sembra un bel sacrificio raccontarti tutti i fatti miei? Leggimi, divorami e fammi sentire vivo. [continua la lettura su Bookblister]

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5 poesie inedite

Venezia, foto di Gm

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[Ieri sono state pubblicate 5 poesie inedite su Poetarum Silva, con una breve nota di Anna Maria Curci, vi invitiamo alla lettura].

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IL MARE,
qui sotto la casa: ascolta,
ha come mani e dita,
sembra scartino e incartino – che cosa?
un messaggio, un regalo?
Di tanto in tanto un tonfo ed un singulto
e sullo scoglio l’onda
schiuma e si spande, poi ritorna indietro.
Che ci voleva dire?
Che è per lei la sponda?
Il senso è al largo, e intanto cala il buio,
e verso terra in fretta con un ultimo
volo prima di notte
anche i gabbiani cercano un rifugio.

[Continua la lettura su Poetarum Silva]